La storia dell’ USI
L’USI nacque nel 1912 a Modena per opera di lavoratori precedentemente iscritti alla CGL. Essi ritenevano che tale sindacato fosse troppo asservito alla politica moderata ed istituzionale portata avanti in parlamento dal partito socialista. Pensavano inoltre che lo strumento più opportuno ed efficace per trasformare la società non fosse la delega ad un partito, ma fosse l’azione diretta (organizzativa e rivendicativa) dei lavoratori sui luoghi di lavoro e nel territorio.
All’USI aderirono le Camere del Lavoro più di sinistra e nel 1913 contava già circa 150.000 adesioni.
Da subito fu impegnata in una serie di lotte tendenti a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori senza trascurare l’impegno antimilitarista, tanto vitale per le classi subalterne quanto antagonista al potere, in quegli anni, particolarmente guerrafondaio. (a ben vedere non è cambiato granché).
Alla vigilia della prima guerra mondiale fu attraversata, come altre organizzazioni della sinistra dal ciclone dell’interventismo. Espulsi coloro che si erano schierati a favore dell’intervento militare l’USI continuò a propagandare l’antimilitarismo.
A guerra conclusa l’USI, presente sia pure in maniera non uniforme nel territorio, fu protagonista di grandi lotte: basti pensare alla vertenza per la riduzione dell’orario di lavoro ( 6 ore giornaliere) dei cavatori a Carrara od a lotte più generali ed estese come quelle culminate con l’occupazione delle fabbriche da parte dei lavoratori nel 1920. Quest’ ultima rappresentò forse il livello più rivoluzionario raggiunto in Italia perché non era solo rivendicativa, ma attraverso l’occupazione e la gestione diretta delle fabbriche da parte dei lavoratori si metteva in discussione il potere ed il ruolo del padronato.
Pochi anni dopo, nel ’22 con l’avvento al potere di Mussolini, l’USI, sindacato radicalmente antifascista ed antipadronale, fu messo fuorilegge e sciolta con decreto del prefetto di Milano.
Nel corso degli ultimi anni l’organizzazione è stata riattivata ed ha preso maggiore impulso e vitalità negli anni 90 con lo sviluppo del sindacalismo di base.
L’Autogestito San Raffaele è una organizzazione totalmente gestita dai lavoratori HSR. Aderisce all’USI Sanità che si compone dall’insieme delle realtà aziendali, articolandosi in federazioni locali, provinciali e regionali nella struttura nazionale. A seguito dell’esternalizzazione dei laboratori da parte dell’hsr e quindi la costituzione del “laboraf” USI è presente da subito in questa realtà. Ogni sindacato autogestito è autonomo nelle sue decisioni politico-sindacali e soprattutto in campo economico, finanziandosi direttamente con le quote associative. Ciò consente, senza burocrazie e gerarchie di superiori, di organizzare le iniziative che più interessano ai propri iscritti e di rispondere tempestivamente agli eventuali attacchi delle Amministrazioni; in questo si avvale di consulenze legali e tecniche di professionisti che liberamente collaborano con USI. USI Sanità è contro il sindacalismo di mestiere e la burocratizzazione; è assolutamente aperta a contributi esterni e le decisioni di qualunque tipo sono prese per votazione assembleare. Alll’interno dell’Ospedale San Raffaele USI produce l’aperiodico “Il Fontanone”. Nella sola provincia di Milano è presente all’Ospedale San Paolo, San Carlo, San Gerardo di Monza, Policlinico, Pio Albergo Trivulzio, Clinica San Pio X, Monzino ecc.; questo consente un confronto con colleghi di altri ospedali per scambiare esperienze e rivendicazioni contrattuali.
L’Autogestito San Raffaele è una organizzazione totalmente gestita dai lavoratori HSR. Aderisce all’USI Sanità che si compone dall’insieme delle realtà aziendali, articolandosi in federazioni locali, provinciali e regionali nella struttura nazionale. A seguito dell’esternalizzazione dei laboratori da parte dell’hsr e quindi la costituzione del “laboraf” USI è presente da subito in questa realtà. Ogni sindacato autogestito è autonomo nelle sue decisioni politico-sindacali e soprattutto in campo economico, finanziandosi direttamente con le quote associative. Ciò consente, senza burocrazie e gerarchie di superiori, di organizzare le iniziative che più interessano ai propri iscritti e di rispondere tempestivamente agli eventuali attacchi delle Amministrazioni; in questo si avvale di consulenze legali e tecniche di professionisti che liberamente collaborano con USI. USI Sanità è contro il sindacalismo di mestiere e la burocratizzazione; è assolutamente aperta a contributi esterni e le decisioni di qualunque tipo sono prese per votazione assembleare. Alll’interno dell’Ospedale San Raffaele USI produce l’aperiodico “Il Fontanone”. Nella sola provincia di Milano è presente all’Ospedale San Paolo, San Carlo, San Gerardo di Monza, Policlinico, Pio Albergo Trivulzio, Clinica San Pio X, Monzino ecc.; questo consente un confronto con colleghi di altri ospedali per scambiare esperienze e rivendicazioni contrattuali.
