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CONFERENZA
“LA SEZIONE MILANESE DELL’UNIONE SINDACALE ITALIANA DALLA COSTITUZIONE NEL 1912
FINO AL SUO SCIOGLIMENTO NEL 1925 AD OPERA DEL FASCISMO”
Prof. Maurizio Antonioli
docente di Storia contemporanea e Storia del movimento sindacale Università degli Studi di Milano
Mercoledì 1 ottobre 2008 – ore 21.00
presso la sede dell’Unione Sindacale Italiana
in Milano – Viale Bligny, 22 – scala a destra - ultimo piano
L’Unione Sindacale Italiana si costituisce al Congresso di Modena nel novembre 1912 e subito viene organizzata la sezione milanese che, già nell’aprile 1913, promuove le prime agitazioni dei metallurgici fino alla proclamazione dello sciopero generale del luglio-agosto 1913.
Sono anni di epiche lotte per l’emancipazione della classe lavoratrice e di grande fermento politico ed ideologico dove Milano è forse il centro più importante della vita economica e politica d’Italia.
Sono gli anni di Mussolini direttore dell’”Avanti!”, delle divisioni fra socialismo riformista e socialismo rivoluzionario, degli scioperi generali organizzati dall’USI, dei furiosi contrasti – anche all’interno del sindacalismo rivoluzionario - fra interventisti e neutralisti in vista dell’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale.
La grande maggioranza dell’USI resta fedele alle posizioni internazionaliste, dichiarandosi contraria alla guerra, ma le lacerazioni all’interno della sezione milanese si faranno sentire anche sul piano organizzativo.
Seguono anni nei quali le donne sostituiscono in fabbrica gli uomini partiti per il fronte e le lotte operaie sono duramente represse perché l’economia nazionale possa far fronte alle necessità belliche con conseguente compressione di tutte le lotte sociali.
Nel 1917 scoppia la rivoluzione russa suscitando l’entusiasmo e le speranze di tutto il mondo socialista e rivoluzionario.
Dopo l’armistizio, tutta l’USI, e quella milanese in particolare, si riattiva a difesa dell’occupazione, per la riconquista delle otto ore lavorative, per ottenere forti aumenti salariali e quello che veniva definito il “sabato inglese”.
Grandi scioperi generali segnano il “biennio rosso” tra il 1919 e il 1920, che culmina con la stagione dell’occupazione delle fabbriche, che ha inizio proprio presso le officine Romeo di Milano nell’agosto 1920.
Il proletariato italiano e milanese sembra pronto per la rivoluzione sociale, anche sotto la spinta organizzatrice dell’USI, ma è solo una “rivoluzione mancata”.
E’ infatti il momento della reazione padronale e della montata fascista che la spalleggia.
Le divisioni ideologiche interne al proletariato impediscono una risposta unitaria, anche se si assiste al tentativo di antifascismo armato dell’arditismo del popolo.
Anche il proletariato milanese risulta incapace di opporsi al fascismo, che si afferma definitivamente dopo la marcia su Roma del 1922.
Sotto le raffiche della reazione l’USI continua ad organizzare efficacemente il fronte dei lavoratori e la sezione milanese è la sede della segreteria nazionale, fino allo scioglimento dell’USI nel gennaio del 1925 proprio per decreto del Prefetto di Milano, prima organizzazione sindacale ad essere sciolta d’imperio dal regime.
Tra il 1912 ed il 1925 l’USI è la seconda organizzazione sindacale in Italia dopo la CGL riuscendo a contare fino al 500.000 aderenti, costituendo un vero e proprio sindacato di classe che vede nel sindacalismo rivoluzionario il motore del progetto di una società libera ed uguale.
Sono gli anni di grandi lotte di massa promosse da minoranze rivoluzionarie – come l’USI - che utilizzano lo strumento della lotta sindacale per realizzare la trasformazione dei rapporti sociali.
Sono gli anni dello sciopero generale, dell’azione diretta, del rifiuto della delega e delle istituzioni, in una prospettiva di rivoluzione sociale di classe ed internazionalista.
Testimoni ed attori protagonisti di quegli anni sono proprio gli organizzatori dell’USI milanese: da Filippo Corridoni ad Armando Borghi, da Virgilia D’Andrea ad Alibrando Giovannetti, prestigiosi esponenti dell’USI e protagonisti delle speranze rivoluzionarie del proletariato milanese ed italiano.
Riproporre oggi la storia dell’USI milanese significa rivendicare la nostra memoria storica riflettendo sui temi sempre attuali del ruolo del sindacato, della sua autonomia dalle organizzazioni politiche, della sua progettualità fuori dalla dimensione del pensiero dominante e plastificato che ci vuole vedere silenziosi, acquiescenti e privi di capacità critiche in un momento in cui le spinte reazionarie e fasciste si fanno sempre più pericolose, la guerra è diventata permanente e globale ed il movimento dei lavoratori sembra aver perso la sua capacità di trasformazione sociale e di progettualità alternativa.
15 MAGGIO SCIOPERO GENERALE - CORTEO LARGO CAIROLI 09/05/2009
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ON.LE SILVIO BERLUSCONI PALAZZO CHIGI P.ZZA COLONNA NR 37000187 ROMA AL MINISTRO DEL WELFARE ON.LE MAURIZIO SACCONI VIA FORNOVO NR 800192 ROMA AL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA...30 MARZO LABORAF IN SCIOPERO 22/03/2009
DI SEGUITO IL TESTO DELLA PROCLAMAZIONE DI SCIOPERO DEI LAVORATORI DI LABORAF PER GIORNO 30 MARZO Al Direttore Generale della Diagnostica e Ricerca San Raffaele S.p.A. dott. Franco Allora via Olgettina 60, 20123...12 DICEMBRE SCIOPERO - ORE 9.30 LARGO CAIROLI 09/12/2008
La scrivente Organizzazione Sindacale Unione Sindacale Italiana – AIT, unitamente ai propri sindacati di settore USI-IUR, USI-Sanità, USI-Postel, USI-Enti Locali, USI-Cooperative Sociali, USI-Arti e Mestieri, anche in...CONFERENZA "LA CRISI DEI MUTUI" PRESENTAZIONE "CENERENTOLA" 02/11/2008
Sabato 15 novembre, presso la sede dell'usi in viale bligny, 22 alle ore 17.00 presentazione del mensile "cenerentola" a cura di Luciano Nicolini. alle 17.30 presentazione del libro di Toni Iero "la grande crisi dei...ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI IL 29 OTTOBRE 2008 ORE 8°°- 11°° 22/10/2008
USI-SANITA' HA INDETTO UN'ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI PRESSO L'AULA SINDACALE DELLA SEDE DI VIA OLGETTINA COL SEGUENTE O.d.G: Situazione sindacale aziendale:Organici, Dipartimenti, Progressioni orizzontali...LA SEZIONE MILANESE DELL’UNIONE SINDACALE ITALIANA DALLA COSTITUZIONE NEL 1912 FINO AL SUO SCIOGLIMENTO NEL 1925 AD OPERA DEL FASCISMO 10/09/2008
UNIONE SINDACALE ITALIANA (U.S.I.)CONFERENZA
“LA SEZIONE MILANESE DELL’UNIONE SINDACALE ITALIANA DALLA COSTITUZIONE NEL 1912
FINO AL SUO SCIOGLIMENTO NEL 1925 AD OPERA DEL FASCISMO”
Prof. Maurizio Antonioli
docente di Storia contemporanea e Storia del movimento sindacale Università degli Studi di Milano
Mercoledì 1 ottobre 2008 – ore 21.00
presso la sede dell’Unione Sindacale Italiana
in Milano – Viale Bligny, 22 – scala a destra - ultimo piano
L’Unione Sindacale Italiana si costituisce al Congresso di Modena nel novembre 1912 e subito viene organizzata la sezione milanese che, già nell’aprile 1913, promuove le prime agitazioni dei metallurgici fino alla proclamazione dello sciopero generale del luglio-agosto 1913.
Sono anni di epiche lotte per l’emancipazione della classe lavoratrice e di grande fermento politico ed ideologico dove Milano è forse il centro più importante della vita economica e politica d’Italia.
Sono gli anni di Mussolini direttore dell’”Avanti!”, delle divisioni fra socialismo riformista e socialismo rivoluzionario, degli scioperi generali organizzati dall’USI, dei furiosi contrasti – anche all’interno del sindacalismo rivoluzionario - fra interventisti e neutralisti in vista dell’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale.
La grande maggioranza dell’USI resta fedele alle posizioni internazionaliste, dichiarandosi contraria alla guerra, ma le lacerazioni all’interno della sezione milanese si faranno sentire anche sul piano organizzativo.
Seguono anni nei quali le donne sostituiscono in fabbrica gli uomini partiti per il fronte e le lotte operaie sono duramente represse perché l’economia nazionale possa far fronte alle necessità belliche con conseguente compressione di tutte le lotte sociali.
Nel 1917 scoppia la rivoluzione russa suscitando l’entusiasmo e le speranze di tutto il mondo socialista e rivoluzionario.
Dopo l’armistizio, tutta l’USI, e quella milanese in particolare, si riattiva a difesa dell’occupazione, per la riconquista delle otto ore lavorative, per ottenere forti aumenti salariali e quello che veniva definito il “sabato inglese”.
Grandi scioperi generali segnano il “biennio rosso” tra il 1919 e il 1920, che culmina con la stagione dell’occupazione delle fabbriche, che ha inizio proprio presso le officine Romeo di Milano nell’agosto 1920.
Il proletariato italiano e milanese sembra pronto per la rivoluzione sociale, anche sotto la spinta organizzatrice dell’USI, ma è solo una “rivoluzione mancata”.
E’ infatti il momento della reazione padronale e della montata fascista che la spalleggia.
Le divisioni ideologiche interne al proletariato impediscono una risposta unitaria, anche se si assiste al tentativo di antifascismo armato dell’arditismo del popolo.
Anche il proletariato milanese risulta incapace di opporsi al fascismo, che si afferma definitivamente dopo la marcia su Roma del 1922.
Sotto le raffiche della reazione l’USI continua ad organizzare efficacemente il fronte dei lavoratori e la sezione milanese è la sede della segreteria nazionale, fino allo scioglimento dell’USI nel gennaio del 1925 proprio per decreto del Prefetto di Milano, prima organizzazione sindacale ad essere sciolta d’imperio dal regime.
Tra il 1912 ed il 1925 l’USI è la seconda organizzazione sindacale in Italia dopo la CGL riuscendo a contare fino al 500.000 aderenti, costituendo un vero e proprio sindacato di classe che vede nel sindacalismo rivoluzionario il motore del progetto di una società libera ed uguale.
Sono gli anni di grandi lotte di massa promosse da minoranze rivoluzionarie – come l’USI - che utilizzano lo strumento della lotta sindacale per realizzare la trasformazione dei rapporti sociali.
Sono gli anni dello sciopero generale, dell’azione diretta, del rifiuto della delega e delle istituzioni, in una prospettiva di rivoluzione sociale di classe ed internazionalista.
Testimoni ed attori protagonisti di quegli anni sono proprio gli organizzatori dell’USI milanese: da Filippo Corridoni ad Armando Borghi, da Virgilia D’Andrea ad Alibrando Giovannetti, prestigiosi esponenti dell’USI e protagonisti delle speranze rivoluzionarie del proletariato milanese ed italiano.
Riproporre oggi la storia dell’USI milanese significa rivendicare la nostra memoria storica riflettendo sui temi sempre attuali del ruolo del sindacato, della sua autonomia dalle organizzazioni politiche, della sua progettualità fuori dalla dimensione del pensiero dominante e plastificato che ci vuole vedere silenziosi, acquiescenti e privi di capacità critiche in un momento in cui le spinte reazionarie e fasciste si fanno sempre più pericolose, la guerra è diventata permanente e globale ed il movimento dei lavoratori sembra aver perso la sua capacità di trasformazione sociale e di progettualità alternativa.
