di angelo il gio mag 08, 2008 8:26 pm
si fa ricorso e poi si concilia dov'è il senso?
ottima domanda.
provo a rispondere.
il giudice convoca le parti e la prima cosa che fa è quella di chiedere se è possibile addivenire ad un accordo tra le parti stesse. nel caso in questione
al primo incontro il 7 aprile il giudice ha chiesto della possibilità di una conciliazione, l'amministrazione ha subito dichiarato che ciò era possibile, stessa situazione giorno 21 fino ad arrivare a giorno 5 maggio.
su cosa verteva il ricorso:
l'articolo 28 riguarda la condotta antisindacale, ovvero mettere in atto una condotta che pregiudichi la possibilità di azione sindacale, come ad esempio la non trasmissione di informazioni dovute.
il ricorso in oggetto era impiantato sulla mancata informazione in merito al lavoro precario, somministrato e tempo determinato.
inoltre chiedeva le statistiche degli esami, suddivisi per tipologia, effettivamente svolti.
l'amministrazione nella sua proposta di conciliazione riconosce queste informazioni e si impegna a fornirle alcune semestralmente altre annualmente.
l'amministrazione, sostanzialmente, da ciò che avrebbe dovuto dare solo dopo il passaggio in tribunale, pagando i loro ed il nostro avvocati.
purtroppo coi ricorsi ex art.28, molto spesso si registra che le amministrazioni, non succede solo al san raffaele, in tribunale si dicono disposte a conciliare riconoscendo tutto ciò che la legge gli impone, e che fino al giorno prima, arrogantemente, negavano. va da se che il giudice vedendosi una causa risolta da una delle due parti inviti l'altra ad accettare la soluzione.
angelo